La vita illustre di Pietro Furlan
In questa occasione davvero speciale, importante, significativa, di memoria e di gratitudine, dedicata a questo “Luogo di Cultura” intitolato al commendatore Pietro Furlan, prendo la parola su invito del sindaco Stefano Soldan, a nome della rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo – VIP. E lo faccio nel segno, nel ricordo, come gesto di profonda riconoscenza per la vita illustre del maestro commendatore Pietro Furlan, presso questa nuova struttura di incontro e di relazioni sociali che richiama la precedente scuola elementare, dove egli fu educatore stimato e amato di generazioni di allievi, per vari decenni, sempre ricordato con affetto e riconoscenza.
Nato il 19 giugno 1929, dopo una vita in pienezza il suo congedo terreno avvenne il 18 gennaio 2017, in punta di piedi, con discrezione, essendo egli vivo e attivo fino all’ultimo giorno. Scherzava sempre sul suo stare bene, “noi che siamo giovani”, diceva, col suo inconfondibile sorriso e la sua piacevole ironia. Pietro Furlan è stato un cristiano convinto e coerente, di saldi valori e forti principi, un uomo buono, umile e generoso, un signore di animo nobile e virtù ormai rare. Innamorato della “sua” Pieve di Soligo, conosceva la storia, i luoghi, le persone, e li ha raccontati in tanti suoi libri e pubblicazioni, con dovizia di aneddoti e particolari, ricerche puntuali e appassionate, scrittura chiara ed elegante.
Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, è stato davvero lodevole ed esemplare nei ruoli istituzionali svolti come amministratore pubblico, prima come sindaco di Pieve di Soligo dal 1970 al 1980, con scelte lungimiranti, anche non facili, e quindi come assessore e consigliere comunale capogruppo in Comune, infine come assessore alla Provincia di Treviso. Egli ha esercitato il suo servizio civico con onore e libertà, efficacia e concretezza, disinteresse e lungimiranza, e lo sguardo rivolto unicamente al bene comune.
E’ stato amico e sodale del ministro Francesco Fabbri, esponente di spicco di una generazione di uomini formatisi nelle file dell’Azione Cattolica e poi approdata all’impegno della politica come “forma esigente di carità”.
Pietro Furlan è stato cristiano laico di Azione Cattolica con gioia di appartenenza e spirito autentico di servizio, in anni recenti vice presidente per il settore adulti dell’Associazione parrocchiale di Pieve, fino agli ultimi giorni. E a lui dobbiamo speciale gratitudine per il suo amore al beato Giuseppe Toniolo, la cui immagine apparve non a caso nell’epigrafe della sua morte: del pensiero e dell’opera del Toniolo fu cultore, saggista e conferenziere, tra i fondatori del Centro Studi Sociali “Giuseppe Toniolo”, instancabile animatore della sua causa di beatificazione a livello diocesano e parrocchiale, il profondo conoscitore che sapeva unire nel nome del Toniolo l’intera comunità ecclesiale e civile. E proprio per questo, a tre anni dalla sua morte, il 18 gennaio 2020 l’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi ha dedicato a Pietro Furlan la sala riunioni presso la sua sede al Collegio Vescovile Balbi Valier di Pieve di Soligo.
Fiero socio fondatore alla ricostituzione della sezione di Pieve di Soligo dell’Associazione Italiana Artiglieri, il commendatore Furlan fu uomo del volontariato e delle associazioni, protagonista della cultura pievigina, sostenitore delle arti e della musica, della storia e della letteratura.
Già alla guida della Biblioteca comunale e del Centro di Cultura “Francesco Fabbri”, ebbe in amicizia il celebre soprano Toti Dal Monte e fu quindi presidente per anni dell’associazione musicale “Toti Dal Monte”, alla quale dedicò energie preziose, grande disponibilità, squisita sensibilità verso tutti, a cominciare dai giovani allievi, le loro famiglie, tutto il corpo docente. Fu molto impegnato anche al servizio del Museo Toti Dal Monte in Villa Brandolini a Solighetto.
Amico di don Mario Gerlin – prima sindaco e poi missionario tra gli hanseniani in Brasile – sin dalla sua costituzione fu sempre attivo nel direttivo e nel cammino dell’associazione “Amici di don Mario Gerlin”. A Pieve di Soligo Pietro Furlan fu estimatore dell’opera del Collegio Vescovile Balbi Valier, difensore della presenza dell’Ospedale civile Balbi Valier, sostenitore del teatro cinema Careni come luogo della cultura e delle relazioni sociali del territorio.
Ecco, in questo senso, unitamente alle istituzioni comunali della Città di Pieve di Soligo e alla istituzione Provincia di Treviso, la rete Vite Illustri rende onore a questa personalità eccellente della comunità, che nella sua vita ha incontrato, stimato e attraversato con il suo costante impegno tutte le fondazioni, gli istituti e le associazioni oggi riunite in VIP. Davvero la sua è stata una vita illustre, orgoglio autentico di Pieve di Soligo: oggi ricordiamo qui i suoi incrollabili principi umani e cristiani, la sua bontà come indole di carattere e scelta di intelligenza, il suo essere sempre in dialogo con tutti, con animo altruista e generoso.
Egli ha guidato percorsi, ha indicato vie nuove, ha donato a tutti amicizia, ottimismo, gusto e stile di bellezza. Il Premio Civilitas di Conegliano, a lui conferito nell’anno 2013, ha reso omaggio alla sua esistenza, interamente spesa per il bene della comunità nel segno dell’umanesimo cristiano, come incontro felice di pensiero e di azione, di grandi ideali e di opere concrete, di visioni di progetto e di scelte quotidiane di amore al prossimo, con l’umiltà sapiente che regna nel cuore delle persone grandi, come lui.
Oggi – in questo Luogo di Cultura a lui intitolato a Barbisano, per il quale i figli Sandro e Giuseppe e la famiglia Furlan mi chiedono di ringraziare vivamente in particolare il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Pieve di Soligo – la grata memoria del commendatore Pietro Furlan si fa concretezza, spazio reale, icona di aggregazione e di socialità, elogio costruttivo di realtà alte e nobili. E la sua vita illustre, più di sempre, diventa un tesoro prezioso da custodire, e un segno di luce e di speranza per tutti noi. Grazie.
Barbisano, 30 novembre 2025
