20.02.2026 / Report attività

Addio mamma Elena

Carissima mamma Elena,
 
oggi siamo qui tutti insieme a salutarti per l’ultima volta, e a dirti il nostro amore e il nostro grazie per la tua vita di bellezza e di pienezza. Come la foto ritratto di te che abbiamo scelto, come il sorriso che ci hai costantemente donato, come il “dolce sentire” del tuo essere sposa, madre e nonna premurosa e felice di donare il bene a tutti.
 
Insieme alla mie sorelle Francesca e Carla, a mio fratello Massimo, alle nostre famiglie, vogliamo rendere l’omaggio commosso e grato alla tua esistenza nata in casa Gai insieme agli amati genitori Carlo e Antonia, al fratello Paolo, alla sorella Elis, e poi diventata esperienza quotidiana di amore coniugale e familiare con l’adorato sposo Illario Zabotti, nella tua casa di Borgo Stolfi, al centro della “tua”, davvero tua, Pieve di Soligo, la comunità dei tuoi affetti, dei tuoi ricordi, delle tue relazioni cordiali.
 
“Al mattino, quando mi sveglio e trovo la mia mano nella tua, ringrazio il Signore di avermi fatto incontrare una donna come Te e gli chiedo di poterti vivere accanto per tanto tempo ancora. Grazie Elena, perché ci sei!”. Così scriveva Illario nel testo tutto dedicato a te nella sua prima pubblicazione domestica “Appunti di viaggio”.
 
Ora che tutto è compiuto, ora che il tuo traguardo gioioso dei novant’anni di età si è rivelato anche il fragile inizio del congedo finale dalla vita terrena, ora che nella luce della fede ritrovi e riabbracci per l’eternità il tuo adorato sposo, noi diciamo oggi, come papà Illario, “Grazie che ci sei stata, grazie che ci sei”, perché ci sarai sempre, adesso, domani, nel nostro futuro, ovunque noi saremo, nei nostri pensieri e nei nostri cuori.
 
Siamo stati alla tua scuola di vita cristiana e di profonda, squisita e solidale umanità, con quel salmo ripetuto nelle ore del giorno come sentimento religioso e come afflato e simbolo di valori essenziali, centrali e significativi: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”.
 
Nel segno della gratitudine per il bene ricevuto, sei stata bene donato che gustava l’incontro e il dialogo con ogni persona, di tutte le generazioni e in ogni situazione, l’amicizia, la convivialità, le cose belle della vita, il fascino dell’eleganza, nella giusta stima e nel tuo stile vero di donna forte, moderna e generosa, in famiglia, nella società e nella Chiesa, in particolare nell’Azione Cattolica. E hai amato in ogni momento della tua vita le meraviglie del creato come lode al buon Dio e autentica passione, secondo il sentire di San Francesco d’Assisi divenuto lo splendido “dolce sentire” della melodia a te infinitamente cara.
 
Hai avuto sempre uno sguardo di benevolenza verso tutti, con quel sorriso lieto e gentile che riempiva il cuore e si faceva gesto accogliente e ospitale, con forza d’animo, finezza di spirito, costante disponibilità all’ascolto, cura discreta ma intensa delle relazioni.
 
Anche il tempo recente della tua ultima sofferenza, dopo il doloroso distacco dal tuo adorato sposo, ora si scioglie nell’abbraccio del Cristo Risorto, che genera amore e fa nuove tutte le cose.
 
Ora che sei nella Luce, sarai luce riconciliata in pienezza anche tu, per sempre, insieme al tuo amato Illario, testimoni esemplari e luminosi delle opere e dei giorni della vita buona dell’umanesimo cristiano.
 
Grazie!
Marco
 
 
 
 
Saluto letto alle esequie di Elena Gai Zabotti, Duomo di Pieve di Soligo, 20 febbraio 2026