I VOLTI E IL NUOVO UMANESIMO, INSIEME

Seminario all’Abbazia di Follina (Tv) tra memoria e futuro                                                           

I VOLTI E IL NUOVO UMANESIMO, INSIEME

 

Metti una bella mattinata d’estate tra i chiostri dell’antica abbazia, alle sorgenti di una civiltà millenaria e di una feconda ispirazione cristiana. E qui riuniti insieme un folto gruppo di uomini e donne che cercano vie di pensiero e di azione per i tempi di oggi e di domani, in un’ora magnifica e drammatica, mai semplice.  Fedeli al “qui ed ora”, ma con la volontà di unire la parte e il tutto, l’amore alla propria terra e la passione per un destino più grande, il richiamo ai grandi valori e la responsabilità di ciascuno.

 Questo è lo spirito di memoria, riflessione e proposta che ha contraddistinto il seminario “Tornino i volti e il bene comune! Pensare e agire insieme nel tempo delle “res novae”” svoltosi nel Salone dei Trecento dell’Abbazia follinese.

Lo hanno illustrato all’inizio Lorena Tonon e Vito Zamai, delle associazioni promotrici “Vita Nuova – Pensiero – Azione Giuseppe Toniolo “ e Libertà Civica Veneto, e poi nella prima parte è stato Pietro Furlan, applauditissimo, a ricordare un volto amato e compianto della storia più alta del movimento cattolico trevigiano nelle istituzioni, Francesco Fabbri, nei giorni del quarantesimo anniversario della sua nomina a ministro della Repubblica avvenuta il 29 luglio 1976, pochi mesi prima della sua prematura scomparsa nel gennaio 1977.

Sulla scia del convegno ecclesiale di Firenze, è toccato quindi a Diego Grando, Paola Pagotto e Paolo Tardivo – rappresentanti del mondo cattolico e della società civile trevigiana, tra vita delle famiglie e dinamiche della cooperazione sociale - il racconto della ricerca quotidiana di un nuovo umanesimo nel vissuto sociale, con i richiami alla concretezza e al tenere insieme, alla condivisone e all’amore alle persone soprattutto più fragili, al dovere della proposta positiva anche sui temi più scottanti della famiglia e dell’educazione.  

Ma la sfida è anche sui temi della partecipazione dei cittadini e della sussidiarietà, dell’impegno civico, dell’autonomia e del buongoverno, della vitalità delle periferie contro ogni centralismo che omologa e impoverisce, come hanno evidenziato Mario Gherlenda, Andrea Bona e Diego Cason, espressioni di realtà civiche e di movimenti territoriali autonomisti come il Bard bellunese.  

Ma come pensare e agire bene insieme, con quali strumenti e proposte? Provocando il cambiamento dal basso, lavorando in rete, stimolando cultura e sociale, unendo le persone e i territori in una sintesi ampia e condivisa, creando spazi vera di liberà e partecipazione, come ha confermato il coordinatore Marco Zabotti illustrando il manifesto di ItaliaInsieme.eu – Libertà popolare.

In sintesi, nove punti di priorità di Costituzione e dottrina sociale e nove punti di programma concreti, un sito web in allestimento, un primo gruppo di associazioni e movimenti di più regioni italiane collegati insieme a partire dal Veneto, vari messaggi e adesioni al seminario follinese.  

Si parte …. il futuro ha un cuore antico e ritrova i volti e il bene comune.